Bergamaschi DOC

Clara Maffei, un salotto patriottico (e non solo)

08/03/2022

targa della via dedicata a Clara Maffeis a Bergamo

Passeggiando per le vie di Bergamo, mi ha sempre colpito la preponderanza di vie intitolate a personaggi di sesso maschile rispetto a quelle dedicate a donne che non fossero sante o madonne.

Tra le numerose donne meritevoli di essere ricordate, la nostra città ha però voluto rendere omaggio alla concittadina Clara Maffei, il cui nome spicca sulla targa di una via del centro in città bassa.

Ritratto di Clara Maffei

Precisiamo subito che la nostra Clara, nata a Bergamo il 13 marzo 1814, dovrebbe più correttamente essere ricordata con il cognome di famiglia Carrara Spinelli, essendo Maffei il cognome del marito dal quale si separò dopo 14 anni di infelice matrimonio.

I Carrara Spinelli erano un’eminente famiglia originaria di Clusone, arricchitasi con il commercio di bestiame, che ottenne da Venezia il titolo di conte in riconoscimento delle importantissime missioni diplomatiche svolte per la Serenissima nel Cantone dei Grigioni al fine di agevolare i commerci con il Nord Europa.

Palazzo Carrara Spinelli a Clusone

Il padre, Giovanni Battista, era un uomo colto che insegnò all’Imperial Regio Liceo di Bergamo, mentre la madre, Ottavia Gambara, era una nobile bresciana. Alla neonata vennero messi i nomi di Elena Chiara Maria Antonia, ma verrà sempre chiamata Chiarina. Poco dopo la sua nascita, i genitori si separarono e, all’età di 9 anni, verrà messa in collegio a Verona.

Alla morte della madre Clara ha solo 12 anni mentre il padre è stato nel frattempo assunto come precettore del primogenito del conte Litta a Milano; Clara viene quindi iscritta alla Casa di civile educazione per la famiglia di Madame Garnier a Milano ma, per le vacanze estive, è ospite a Ponte S. Pietro dei baroni Scotti, cari amici di famiglia.

Ben presto il padre si preoccupa di accasare convenientemente questa giovane e unica figlia e, dopo alcuni tentativi andati a vuoto, ecco che appare all’orizzonte nuziale un pretendente gradito, Andrea Maffei, del cui talento poetico si parla con ammirazione nei salotti di Milano.

Clara non ha ancora compiuto 18 anni quando sposa il Maffei, di sedici anni più vecchio, in una chiesa di Milano.

Il matrimonio si rivelerà ben presto infelice in quanto lo sposo preferisce la compagnia degli amici, il gioco e le serate fuori casa. La nascita della figlia Ottavia darà alla coppia, purtroppo, solo una breve felicità perché la piccola morirà a soli 9 mesi.

La nascita di un circolo letterario

Per farle superare il dolore di questa perdita, marito e padre inizieranno a portarle in visita personalità artistiche della città e, in poco tempo, Clara diventerà la regina di un salotto che è insieme un circolo letterario, artistico e mondano nel quale si discute di arte e letteratura e si fa musica.

Le sale di casa Maffei vengono aperte ogni giorno dalle 15 alle 18 e dopo cena.

La contessa conosce l’arte di ascoltare e, mentre parla e sorride - raccontano gli amici- le sue mani lavorano operose con l’uncinetto a preparare piccole vesti per i bimbi poveri della città.
Tra gli amici della contessa c’è il giovane Giuseppe Verdi che la sera gioca a tressette con i più intimi e che, in estate, frequenta anche la grande casa di Clusone, dove pare abbia composto l’Attila. E’ per il suo tramite che Clara conoscerà anche Alessandro Manzoni, al quale resterà sempre legata da amicizia.
Poco prima del suo trentesimo compleanno, fa il suo ingresso, nel salotto e nella vita di Clara, Carlo Tenca, giornalista, scrittore critico letterario e patriota nonché fervente mazziniano.

Carlo Tenca


E’ l’anno 1844: tra loro nascerà presto un legame che durerà tutta la vita. Nel 1846 Clara si separerà ufficialmente dal marito e da questo momento il Tenca, frequentatore quotidiano di casa Maffei, darà al salotto

un’impronta patriottica e politica.

Durante le 5 giornate (18-22 marzo 1848) Clara si prodiga per i feriti e, al ritorno degli austriaci, dovrà rifugiarsi a Locarno con il Tenca e la madre di lui, per sfuggire alle rappresaglie.

Per la seconda guerra di indipendenza, in casa Maffei si raccolgono sussidi e si aiutano i giovani ad arruolarsi nell’esercito sabaudo.
Con l’ingresso trionfale di Vittorio Emanuele e Napoleone III° in Milano il salotto Maffei torna agli interessi artistico letterari e vi si esegue molta musica.

Ormai Clara trascorre tutte le estati e buona parte dell’autunno a Clusone. Ha un patrimonio cospicuo: terreni, boschi e case coloniche sono sparsi per tutto il comprensorio. Qui continua a ricevere gli amici che arrivano a Bergamo con la ferrovia e proseguono con l’omnibus per Clusone.
Organizza anche una scuola in cui insegna francese e si dedica assiduamente a opere di carità verso i vecchi e i bisognosi del paese.

Dopo il 1870 il salotto inizia a decadere: il Tenca, eletto al primo Parlamento italiano, è spesso a Roma ma intratterrà con Clara un continuo scambio epistolare fino alla morte. Morirà anche il marito, con il quale aveva saputo riallacciare cordiali rapporti e infine, all’età di 72 anni, si spegnerà anche Clara.

Dobbiamo anche a questa donna, e al suo celebre salotto, la nascita della nostra nazione.

Note

Le fotografie dell’articolo sono state in parte scattate da me e in parte scaricate dal web. Resto a disposizione qualora l’autore delle immagini desiderasse la citazione o eventualmente la rimozione.

Rosalba Bonalumi
Il piacere di conoscere a fondo la storia di Bergamo e dei molti luoghi interessanti della sua provincia e la passione per la storia dell'arte mi hanno indirizzata verso la professione di guida turistica, che esercito ormai da più di venti anni con immutato piacere. Ho ricoperto l'incarico di Presidente di Bergamo su&giu per sei anni a pentire dalla sua costituzione. La lingua straniera per la quale mi sono abilitata e' l'inglese.

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