Tutta la mia città

Tutta in Voi la Luce Mia

14/11/2023

Pittura di Storia e Melodramma

Terzo e conclusivo “atto” (per dirla con il gergo teatrale) della programmazione messa a punto da Fondazione Accademia Carrara per l’anno internazionale della cultura, la mostra “Tutta in Voi la luce mia, Pittura di Storia e Melodramma” sarà aperta al pubblico fino al 25 febbraio 2024. Con questo articolo vorrei presentarvela e invitarvi a visitarla insieme a noi.

Come annunciato da Maria Cristina Rodeschini, curatrice della mostra insieme a Fernando Mazzocca, uno dei massimi esperti sul tema del Romanticismo (nonché mio professore durante gli anni universitari alla Statale di Milano) l’ambizione di questa esposizione è indagare il rapporto che c’è tra la pittura di storia e il melodramma nella prima metà dell’Ottocento, per scoprire come questi due ambiti culturali si influenzino vicendevolmente.

Non ci resta altro che entrare in mostra e lasciarci guidare dalle suggestioni e dalle emozioni che le opere riescono a suscitare, complice sicuramente l’allestimento museale di grande effetto (sono sicura vi stupirà).

Il Teatro dentro il Museo

Camerino di una cantante

Responsabile dell’allestimento museale è infatti Federica Parolini, architetto e soprattutto (in questo caso) scenografa teatrale. Le sale del primo piano della Pinacoteca sono infatti state allestite in modo che lo spettatore si senta accolto all’interno della realtà teatrale. A partire dal sipario con l’immagine del Teatro Donizetti nella prima sala, che ci invita fisicamente ad entrare nella mostra e allo stesso tempo ad entrare a teatro. Non solo sipari, ma anche quinte prospettiche, scenografie e addirittura un vero e proprio camerino dove ci si può affacciare e curiosare. Si vedono una sedia, un tavolo con specchiera dove sono appoggiati gli oggetti personali di una cantante: una spazzola, alcune fotografie, boccette di profumo, dell’acqua, uno spartito. Lei non c’è, ma la sua presenza è evocata oltre che dai suoi effetti personali, soprattutto dalla sua voce, che possiamo ascoltare, mentre  si sta scaldando prima di andare in scena. L’allestimento è dunque uno dei protagonisti assoluti della mostra: aiuta il visitatore a calarsi nella dimensione teatrale, come se il teatro fosse effettivamente il luogo in cui vanno in scena le opere esposte, molte delle quali hanno come soggetto proprio un’opera lirica..

Una mostra, tante suggestioni diverse

Ogni sala tratta infatti un tema diverso caro non solo alla pittura e al melodramma, ma anche alla letteratura, fonte di riferimento primaria di queste arti. Troviamo dunque la prima catastrofe naturale con il Giudizio Universale che coinvolge per la prima volta tutto il mondo, il tema delle crociate e quindi il riferimento alla storia medievale, ma anche alla storia rinascimentale con le vicende veneziane dei “Due Foscari” e “Marin Faliero”, l’amore tragico e contrastato di Romeo e Giulietta, la drammatica vicenda biografica di Torquato Tasso e infine il luttuoso epilogo della vita di due regine, Maria Stuarda e Anna Bolena.  Si tratta di tematiche dunque che sono trattate contemporaneamente sia dagli artisti che dai compositori che si influenzano reciprocamente: a volte sono i compositori che con le opere ispirano gli artisti, altre volte sono i pittori stessi che influenzano i compositori.

Hayez e non solo

Francecco Hayez, L'ultimo abbocamento di Jacopo Foscari con la propria famiglia (i due Foscari) 1838-40

Uno dei pittori più rappresentati in mostra non poteva essere che Francesco Hayez, l’artista universamente riconosciuto come il padre della pittura romantica italiana. E’ davvero sorprendente la capacità di questo artista di restituire in maniera tanto precisa i dettagli degli abiti, piuttosto che delle fisionomie dei personaggi, attraverso il nitido e accurato disegno accademico, associato ad una brillantezza dei colori che solo un veneziano può esprimere in maniera tanto efficace. C’è spazio ovviamente anche per gli artisti bergamaschi come il pittore Francesco Coghetti, grande amico e ammiratore di Gaetano Donizetti, raffigurato in un bellissimo e schietto ritratto che lo coglie nel pieno della sua attività creatrice e lo scultore Giovanni Maria Benzoni con un raffinatissimo busto marmoreo dedicato sempre al grande compositore bergamasco.

Sono riuscita in qualche modo a incuriosivi? Spero di sì. Vi aspetto dunque per visitare insieme questa mostra così stimolante e affascinante.  


Note

Le immagini sono state scattate da me durante la visita alla mostra

Rossana Salvioni
La passione per la Storia dell’Arte e le bellezze artistiche del nostro paese mi ha sempre accompagnata sin dall’infanzia e mi ha portato ad approfondirne lo studio negli anni universitari a Milano, conseguendo la laurea magistrale in Storia e Critica dell’Arte nel 2009. Collaboro con l’Associazione Bergamo Su e Giù come guida abilitata in italiano e Spagnolo da gennaio 2016. Trovo questa che questa professione sia il modo migliore per condividere l’amore per Bergamo e la sua cultura con tutti, italiani e non, che desiderino Conoscere. Solo chi conosce, ama e apprezza. La mia aspirazione più grande è quindi riuscire a trasmettere la bellezza della Conoscenza del nostro territorio e mi dedico con costanza perché chi mi ascolti possa amarlo, come lo amo io.

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