Bergamaschi DOC

Enrico Rastelli, il signore dell’equilibrio

02/05/2021

Il meraviglioso giocoliere

Enrico Rastelli è una figura estremamente affascinante e la sua storia ha una dimensione quasi mitica. Lo associo al mito perché, come un eroe di certi racconti epici del passato, disponeva di qualità che sembravano quasi un dono divino, abilità che parevano addirittura sovrannaturali. Mi riferisco alla sua sorprendente capacità di sfidare, sovvertire e vincere la legge di gravità per creare quei numeri sbalorditivi che gli hanno fatto meritare il soprannome di “Signore dell’equilibrio”.

Durante le sue tournée in tutto il mondo, ad ogni esibizione lasciava a bocca aperta l’intera platea: i numerosi spettatori lo osservavano increduli mentre si esibiva in numeri mai visti prima. Con un’eccezionale rapidità di esecuzione, sapeva far girare e tenere sospesi oggetti diversi dimostrando un virtuosismo ineguagliato dai contemporanei. Per i suoi numeri utilizzava piatti di maiolica, birilli, aste, palloni di gomma, tutti oggetti facilmente reperibili - divenuti da allora parte del repertorio dei giocolieri moderni - ed aveva imparato a tenere in equilibrio contemporaneamente anche otto pezzi stabilendo così un nuovo record. Era capace di muoversi con sorprendente rapidità e naturalezza, e ciò che stupiva era che manteneva costantemente il pieno controllo di ogni singolo oggetto che faceva volare; con un tempismo perfetto, bloccava l’azione creando figure geometriche e statiche che armonizzavano la sua persona ai numerosi oggetti tenuti in equilibrio sui suoi arti.

Nascita di una stella

Enrico Rastelli seduto su un pilastro della Tour Eiffel a Parigi
Enrico Rastelli seduto su un pilastro della Tour Eiffel a Parigi

Le doti eccezionali che lo hanno reso una delle stelle più splendenti della giocoleria mondiale derivano da più fattori. Certamente un talento innato, scoperto precocemente grazie all’appartenenza ad una famiglia di artisti del circo; a questo proposito, c’è però da precisare che, quando Enrico era un bambino, i suoi non lo incoraggiarono a coltivare quest’arte, sognando per proprio figlio un futuro lontano dai tendoni del circo. Tuttavia, nonostante l’iniziale disapprovazione dei genitori, il piccolo artista, a soli cinque anni, sapeva già fare numeri di giocoleria che aveva imparato solo grazie all’osservazione, esercitandosi di nascosto; i genitori non poterono fare altro che assecondarlo e, da quel momento in poi, sostenerlo ed aiutarlo a coltivare quest’arte.

Furono senza dubbio fondamentali allo sviluppo delle sue eccezionali abilità anche la costanza e la ferrea determinazione che lo portavano a dedicare la maggior parte del suo tempo alla pratica e all’invenzione dei suoi numeri; ogni giorno si allenava per almeno otto ore con una concentrazione estenuante e, secondo alcuni, si esercitava a mantenere l’equilibrio persino di notte, durante il sonno, riposando su una branda legata a delle corde e sospesa in aria! Ma divenne un fuoriclasse grazie alla creatività che gli permetteva mescolare stili diversi e all'instancabile sperimentazione di figure inedite: fu un giocoliere moderno, precursore del movimento del circo contemporaneo.

Bergamo, la sua nuova patria

Enrico Rastelli nacque nel 1896 a migliaia di kilometri da Bergamo, a Samara, in Russia, ma è legato alla nostra città per le origini della sua famiglia e perché, dopo le tournée in Germania, Inghilterra, Francia e Stati Uniti, ogni estate amava tornare a Bergamo; qui trascorreva due mesi lontano dalle luci della ribalta dedicando le vacanze ai figli, nati dal matrimonio con la funambola Harriet Price, e agli anziani genitori.

Allora le porte del Teatro Duse, che si trovava alla Rotonda dei Mille, poco distante da Villa Rastelli, si aprivano per accogliere i suoi incessanti allenamenti, eseguiti davanti alla platea vuota. E nel 1931, proprio a Bergamo e in quel teatro, trionfò davanti ad un pubblico entusiasta diventando una celebrità anche nella città che aveva scelto come patria. Ma solo pochi giorni dopo questo grande successo, ai bergamaschi sopraggiunse una terribile quanto incredibile notizia. A soli 34 anni Enrico Rastelli aveva lasciato questo mondo: soffriva di emofilia e, a causa di questa malattia, una ferita che si era procurato durante un recente spettacolo in Germania non gli aveva lasciato scampo. Il suo corpo riposa nel Cimitero Monumentale di Bergamo ma il ricordo di questo artista è rimasto immortale ed ancora oggi, dopo quasi un secolo, Enrico Rastelli è considerato uno dei più grandi giocolieri della storia.

Cartolina in memoria di Enrico Rastelli (1931)
Cartolina in memoria di Enrico Rastelli (1931)

Note:

Le immagini dell’articolo sono state tutte scaricate dal web. Resto a disposizione qualora l’autore delle immagini desiderasse la citazione o eventualmente la rimozione.

Livia Salvi
Ciò che mi appassiona dell'essere guida è svelare ai visitatori come la Bergamo di oggi raccolga in sé tutte le città che è stata nel passato; è il poter invitare a guardare luoghi ed opere come realtà vive e modellate dal tempo e dalle scelte di chi ci ha preceduto. La mia formazione è umanistica: mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali all’Università Ca’ Foscari di Venezia e in Lettere all’Università degli Studi di Bergamo; ho conseguito la laurea specialistica in Storia dell’arte all’Università degli Studi di Verona. Dal 2011 al 2019 ho collaborato come redattrice con il mensile "InfoSostenibile" per il quale curavo la rubrica sulle Mostre d'arte consigliate. Sono abilitata in italiano e in inglese.

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