“Io nacqui a Rota Imagna il dì 20 di Settembre 1744. Fin da fanciullo mostrai un genio svisceratissimo per le belle arti; genio contratto dal sangue. Sia il padre mio che il mio avo hanno maneggiato con molta maestria il pennello, come ognuno può vedere da molti quadri nella mia famiglia.”
Le radici artistiche e la formazione a Roma
Giacomo Quarenghi nasce a Capiatone, piccola frazione di Rota Imagna, in provincia di Bergamo, il 20 settembre 1744. Fin dalla più tenera età, mostra una profonda passione per le arti che lui stesso riconduce a una vera e propria eredità familiare, dato che sia il padre che il nonno erano pittori noti in ambito locale e non solo. Intraprende studi letterari a Bergamo, allora sotto il dominio veneziano, ma l'inclinazione di Quarenghi verso l’arte è talmente forte da escludere ogni altra carriera.

La vera svolta avviene con il trasferimento a Roma nel 1763. Questo viaggio non è dettato solo dalla sete di conoscenza artistica, ma viene promosso dal padre per allontanare il figlio da cattive compagnie e da un amore ritenuto sconveniente.
L'illuminazione Palladiana
Nella capitale pontificia, Quarenghi si immerge in un vibrante ambiente internazionale, frequentando gli studi dei maestri e dedicandosi all’attenta osservazione di opere d’arte classiche e moderne. Il destino, tuttavia, ha in serbo per lui un'altra musa: l'architettura.
Il ragazzo viene rapito da questa "nobile arte" quasi per caso: trovatosi "casualmente alle mani un Palladio delle migliori edizioni", ne è talmente affascinato da rifiutare radicalmente i princìpi fino ad allora appresi. Nell'estetica palladiana, con la sua raffinata semplicità e la purezza neoclassica, il giovane architetto trova una modalità espressiva affine al suo gusto ed è in piena sintonia con le nuove tendenze europee.
La prima importante prova da architetto - la ricostruzione dell'interno della chiesa di Santa Scolastica a Subiaco – diviene l'occasione per rivelare il suo talento ma anche il fatto che, oltre ad essere uno studioso appassionato, Giacomo ha un carattere fiero e indipendente. Di fronte al priore che lo voleva mero esecutore, si impone affermando con convinzione le sue idee per la ristrutturazione della chiesa.
Quando, nel 1775, lascia Roma per tornare temporaneamente a Bergamo e sposare Maria Mazzoleni, Quarenghi gode già di popolarità ed è noto ed apprezzato soprattutto presso la numerosa comunità inglese della Capitale.

L'invito degli Zar: l’inizio di un’epopea
La vera epopea di Quarenghi inizia a San Pietroburgo, la città nata dalla sfida lanciata da Pietro il Grande al passato e alla natura russa; la nuova Capitale viene edificata all'inizio del XVIII secolo in un terreno paludoso, con l'impiego di una quantità onerosissima di pali per le fondamenta. La città aveva rappresentato per la Russia l'apertura di una finestra sul mare, sull’Occidente, e progettisti stranieri, come l'italiano Bartolomeo Rastrelli, maestro del Barocco, avevano già contribuito a definirne il volto. Ma il gusto stava cambiando e la zarina Caterina II, affascinata dal classicismo, è alla ricerca di architetti capaci di arricchire la città con opere che la alleggerissero dagli eccessi del Barocco, fino a quel momento dominante. La scelta ricade sul talentuoso valdimagnino che trova, nelle ambizioni dell'Imperatrice di rafforzare il prestigio internazionale della Russia attraverso l'arte, l’opportunità di sperimentare lo stile neoclassico presso una committenza che gli lasci libertà d’azione. Il primo settembre 1779, Quarenghi firma il contratto che lo lega alla corte zarista e parte per l’allora capitale dell’Impero russo. Il viaggio è estenuante e, dulcis in fundo, la moglie, incinta, partorisce in un'isba contadina a pochi chilometri dalla capitale... una vicenda che lo stesso Giacomo definirà degna di un romanzo.
A San Pietroburgo, l'architetto constata gli l'eccessi del gusto barocco ancora imperante, ma la zarina lo stima e gli lascia ampio spazio per esprimersi attraverso il linguaggio neoclassico, con le sue linee pure e semplici. L'arrivo di Quarenghi segna l'inizio di un periodo di intensa attività edilizia, e presto il progettista si trova al centro del programma di rinnovamento della capitale: "Sua maestà imperiale mi fa l’onore di sempre più distinguermi, e tutte le più magnifiche fabbriche sono affidate a me". Quarenghi è pronto per conquistare la Russia zarista!

Le fotografie dell’articolo sono state in parte scattate da me e in parte recuperate da pubblicazioni. Resto a disposizione qualora l’autore delle immagini desiderasse la citazione o eventualmente la rimozione.






