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San Pellegrino Terme, Cittadina di Acque e di Liberty

26/05/2026

Le acque termali

Situata al centro della Valle Brembana e disposta lungo le rive del fiume Brembo, S. Pellegrino deve il suo nome al Vescovo Pellegrino di Auxerre, martire cristiano, Santo patrono del paese insieme alla Madonna di Caravaggio.

La sua fortuna e il suo sviluppo sono legati alla presenza delle sorgenti termali che, già conosciute in epoca medievale, furono valorizzate e sfruttate solo dalla seconda metà del 18° secolo, con interesse crescente che raggiunse l’apice all’inizio del 20° secolo, portando la cittadina a livelli di notorietà internazionale. Erano acque che sgorgavano a una temperatura tra 25° e 27°, ricche di calcio, sodio e magnesio, e dalle proprietà terapeutiche antiuriche e anticatarrali. Al tempo, uno dei disturbi per i quali ben si prestava l’acqua di S. Pellegrino era la gotta, spesso effetto dell’abuso di carne, lusso certo non della gente di montagna, ma dei ricchi cittadini.

Tra fine ‘800 e inizio ‘900 “passare le acque” divenne moda per la classe sociale più elevata, fatta da nobiltà internazionale ed emergente borghesia imprenditoriale e finanziaria che, forte delle conquiste dell’industrializzazione e del progresso tecnologico, si stava avviando a divenire classe dirigente. Clientela facoltosa, quindi, alla ricerca di lusso e divertimento in un’atmosfera elitaria ed esclusiva, dove coniugare il riposo con il benessere fisico, ritenuto fondamento anche del benessere sociale.

Il Liberty

Siamo nel periodo della Bella Epoque, caratterizzato da ottimismo, vitalità, fiducia nel progresso e interpretato in termini espressivi dal nuovo stile Liberty, che si diffuse in tutta Europa con varie denominazioni e che fu l’impronta unificante dell’architettura più nobile di S. Pellegrino.

Questo rinnovato gusto estetico nacque in Inghilterra dalla volontà di riqualificare in chiave artistica i prodotti dell’industria per il mercato destinato alla classe borghese, personalizzando mediante una dimensione più artigianale il lavoro di una società sempre più inglobata nei meccanismi dell’industria. Fu caratterizzato da forme morbide e sinuose e soggetti floreali e naturalistici, utilizzando in chiave estetica e decorativa i nuovi materiali della produzione industriale: ferro, vetro e cemento.

Un volto nuovo

Nel primo decennio del ‘900 S. Pellegrino cambiò volto, con la costruzione del primo complesso termale moderno (1901), del Grand Hotel (1904), del Casinò (1907), a cui si aggiunsero lo stabilimento per la produzione dell’acqua minerale (1905), la ferrovia (1906) e la funicolare di collegamento con la frazione Vetta (1909), in posizione panoramica, ricca di ville esclusive. Il tutto nel nuovo stile Liberty.

Il Casinò

Il Casinò

Denominato anche Kursaal, ebbe come scopo quello di allietare il soggiorno degli esclusivi ospiti, accompagnandoli nelle loro giornate mondane e goderecce sino a notte fonda. Era anche luogo in cui tentare la fortuna al gioco, ma in questo senso fu però attivo solo per una decina d’anni, dall’inaugurazione nel 1907 al 1917, quando il Ministro Orlando fece chiudere le sale da gioco a causa della Grande Guerra.

Tra il 2010 e il 2014 l’edificio rimase chiuso per importanti lavori di restauro e dal 2019 ha assunto una nuova funzione, come parte del vicino centro termale QC Terme S. Pellegrino.

Progettato dall’architetto milanese Romolo Squadrelli e realizzato con la collaborazione di un team di artisti di grande valore e rinomanza, il Casinò presenta una grande ricchezza decorativa, sia all’interno che all’esterno: il contenuto iconografico, declinato in varie forme e tecniche (altorilievi in cemento, mosaici, affreschi, vetrate), si concentra sulla triade “ acqua, terra, cielo”, con particolare attenzione, trattandosi di una località termale, all’acqua, celebrata come fonte di vita. L’intero edificio è percorso da un’esuberante gioia vitalistica, nell’esaltazione del piacere della vita in tutta la sua pienezza, con forte accento sulla sensualità e sul tema dionisiaco.

Il Grand Hotel

Il Grand Hotel

Fu realizzato, come il Casinò, in poco più di venti mesi, sotto la direzione dell’ing. Mazzocchi e dell’arch. Squadrelli, con la tipica struttura dei grandi alberghi europei di fine ‘800.

Era dotato di più di un centinaio di camere, distribuite su quattro piani, e ospitò, nel corso degli anni, zar, re, regine ed esponenti di spicco della politica e della cultura italiana, nonché sportivi e personaggi dello spettacolo. Un ascensore, luce elettrica, telefoni e acqua potabile in tutte le camere lo rendevano uno dei più moderni e lussuosi alberghi dell’epoca. Era però mancante di un impianto di riscaldamento: neppure un caminetto. Era infatti aperto solo in estate, come tutti gli alberghi del tempo.

Fu chiuso nel 1979 e gradualmente smantellato. E’ stato recentemente acquisito dalla Società Immobiliare californiana Ekn Development e sono in atto grandiosi lavori di recupero e riqualificazione con l’obiettivo di riaprire come hotel 5 stelle lusso nel 2030.

La Ferrovia e la Funicolare

Per raggiungere rapidamente e in modo sicuro la località, nel primo decennio del ‘900 venne creata la ferrovia Bergamo- S. Giovanni Bianco, che più tardi sarebbe arrivata fino a Piazza Brembana. Salendo lungo la valle è ancora possibile notare le antiche stazioni, dismesse dalla fine degli anni sessanta, che richiamavano nella struttura e nello stile decorativo gli edifici liberty del centro termale.

Una curiosità: nel viaggio le signore usavano proteggere i ricchi abiti dalla polvere con lo “spolverino”, una sorta di soprabito leggero entrato in uso al tempo dei treni a vapore, e ancora esistente con la stessa denominazione nella moda attuale.

Una volta raggiunta la destinazione, l’elegante clientela si divideva tra il Grand Hotel e le signorili ville di proprietà situate in località Vetta, in posizione sopraelevata e panoramica, raggiungibili con la funicolare, realizzata nel 1909, recentemente restaurata e ancora in uso.

"Le fotografie dell’articolo sono state scaricate dal web. Resto a disposizione qualora l’autore delle immagini desiderasse la citazione o eventualmente la rimozione."

Tea Tiraboschi
Laureata a Bergamo in Lingue Straniere, ho lavorato come insegnante nella scuola primaria e secondaria di 1°grado. Dal 2007 sono guida turistica in italiano e inglese, attività che trovo stimolante e appassionante, sia per mio interesse personale che per la possibilità di relazionarmi con tante e diverse persone a cui far conoscere storia, curiosità e bellezze del nostro territorio, e far scoprire gli angoli più suggestivi della nostra bella e particolare città.

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