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Casnigo, sorpresa in estate e scoperta in inverno

21/07/2025

Luoghi di preghiera e di musica

Qualche tempo fa dedicavamo un testo al Santuario di San Patrizio a Colzate. Eccoci qua ora a descrivervi altri due santuari, proprio di fronte a questo ma sul versante opposto della valle Seriana: il Santuario della SS. Trinità e quello della Madonna d’Erbia poco sopra.

Approfittatene per un ristoro dalla calura estiva nel bel praticello che li circonda, ma salite anche nei giorni dell’Epifania per le rievocazioni storiche davvero uniche!

Cominciamo dall’ameno Santuario della SS. Trinità

Casnigo, Santuario della SS. Trinità

Poco sopra l’abitato di Casnigo esisteva già nel periodo gallico un altare celtico dedicato molto probabilmente alla Dea Madre; diventato in seguito “castrum vescovile”, il terrazzamento naturale dell’odierno santuario venne fortificato, come si può vedere affacciandosi da sopra lo spigolo del possente muro che ancora lo sostiene. Scampato l’altare dalle demolizioni volute dall’arcivescovo Borromeo e poi dai vescovi di Bergamo, l’antica aula quattrocentesca fu anzi ampliata nella seconda parte del XVI secolo.

La chiesa primitiva, leggermente più bassa e stretta, ospita un ciclo di affreschi votivi, stupefacenti per la loro qualità di esecuzione, legati alle pestilenze dal 1492 al 1518. Interessanti sono i soggetti con le Madonne con Bambino legate solitamente alla protezione delle partorienti, e le Trinità che richiamano quella del polittico attribuito a Giovanni Marinoni, oggi sull’altare maggiore.

Fa bella mostra di sé un antico e particolare elemosiniere con sportello in ferro a doppia serratura, romanico come il portale d’ingresso.

Gruppo statuario dell'Adorazione dei Magi

Ma attira maggiormente la nostra attenzione una nicchia con il gruppo statuario dell’Adorazione dei Magi, costruito, assembrato e adattato in modo stupefacente tra il XV e il XVII secolo, con un S. Giuseppe in abito da… “Umiliato” (movimento spirituale sorto nel XIII sec. in contrasto ai costumi rilassati e alla ricchezza spesso ostentata dal clero). Inoltre il Santuario ospita anche un reliquiario con “probabili” reliquie dei Re Magi.

Ecco quindi da dove deriva la tradizione casnighese di festeggiare l’Epifania, raccontando ai bambini le storie e leggende locali (la “càscia morta”, la “ègia da Pì”, i “Martofuì”), mentre gli abitanti vestiti da Magi, pastori con animali, Sacra Famiglia e… Re Erode (sic!) inscenano la storia che porterà nelle case dei bambini un’arancia, antico e prezioso dono quando la povertà era costantemente alla porta.

Ma non è tutto! Proseguendo nel Santuario, entreremo nella “chiesa nuova”, la parte aggiunta dopo la visita apostolica di S. Carlo Borromeo nel 1575.

E… sorpresa!

Dettaglio del Giudizio Universale

Sull’estradosso dell’arco che immette nel presbiterio fa gran mostra di sé un articolato e minuzioso Giudizio Universale, molto somigliante a quello in S. Pietro di Urgnano firmato da niente poco di meno che… Cristoforo Baschenis il Vecchio, quindi ante 1594 (data di morte).

Da sbirciare: a sinistra in basso, il diavolo (il bergamasco “Bérlichete”) che tira in basso il piatto della bilancia di S. Michele e anima relativa; a destra in basso, il mostro Leviatano che ingoia… il vescovo di Bergamo e l’arciprete di Casnigo, oggetto di dispute con gli abitanti del paese per il controllo delle entrate economiche.

S. Alessandro e S. Defendente, martiri guerrieri, ai margini del registro superiore, probabilmente per ribadire l’immoralità della guerra.

Proprio questi affreschi del Baschenis d’Averara faranno (forse un po’ pomposamente) nominare il Santuario “piccola Sistina della bergamasca”.

Passeggiata alla Madonna d’Erbia

Ma quanti Santuari in pochi chilometri! Già, la val Gandino e la val Cavallina erano unite dall’antica Via della Lana, un tracciato che permetteva il commercio della lana grezza (famosa quella di Peia, la “lana peina”) e dei pregiati panni lana, quindi i punti dove chiedere protezione divina non erano mai troppi!

Comoda la stradina carrozzabile che conduce direttamente al Santuario, con vista su due grandi roccoli ben tenuti, e ombreggiato l’ameno sentiero che possiamo percorrere per il ritorno alla SS. Trinità (o viceversa).

Casnigo, Santuario della Madonna d'Erbia

Il Santuario della Madonna d’Erbia tra origine da ben due miracoli della Vergine:

il primo avvenne il 5 agosto 1550, dopo che, la sera precedente, un contadino, stanco per l’andare e rivieni dei devoti che pregavano all’affresco della Madonna del Latte sul muro della sua stalla, lo distrusse a zappate! Ma il mattino seguente il dipinto riapparve integro al suo posto. L’episodio è ricordato in chiesa da un affresco dipinto nel 1885 dal maestro gandinese Ponziano Loverini, nella lunetta del fronte dell’arco presbiteriale. Il lato sinistro del presbiterio è costituito ancora dall’antico muro del fienile e riporta l’originale affresco miracoloso.

il secondo miracolo narra la vicenda del bambino Luigi Rossi di quattro anni, salito in Erbia la sera del 6 agosto 1839 per andare dal padre nel suo fienile attiguo alla chiesetta. Ma trovò il portone chiuso e un temporale furioso incombente nella notte scura. Ma ecco che una gentile Signora uscì dalla chiesa, gli aprì il portone, gli offrì un pane e preparò per lui un giaciglio comodo nel fienile paterno: inutile precisare che la signora premurosa fu riconosciuta come Maria (nel pavimento della chiesa verrà poi ben tracciato il percorso della Vergine).

I due Santuari, come altre chiese di Casnigo, erano colmi di centinaia di ex voto di grazie ricevuta, in gran parte distrutti durante i restauri e rifacimenti delle stesse e da un’ordinanza del 1907 del vescovo mons. Radini Tedeschi. Buona parte sono fortunatamente conservati nella casa parrocchiale.

Musica Maestro! Sì, ma col Baghèt.

Dal 2009 il paese di Casnigo può fregiarsi dell’appellativo di “Paese del baghèt, antica cornamusa bergamasca”.

Pensate che abbiamo la prima illustrazione di questa antica cornamusa già nel1347, in un personaggio del famoso affresco dell’Albero di S. Bonaventura in Santa Maria Maggiore a Bergamo! Ma anche nel castello di Bianzano, in quello di Malpaga, nel meraviglioso soffitto dell’ex chiesa di S. Agostino in Citta Alta, e altrove…

Fortunatamente proprio a Casnigo l’ultimo suonatore tradizionale, Giacomo Ruggeri (detto “Fagòt”) ha permesso a un nucleo di suonatori di riprendere usanze e tradizioni dimenticate e di rivalutare l’antico strumento.

Il baghèt era legato al mondo contadino e i “baghetér” erano i pastori che, durante il più rado lavoro invernale, cucivano sul fondo la “baga” (il sacco in pelle di capra o pecora, rasata e con il pelo all’interno), scolpivano o restauravano insufflatore, i due bordoni, ance e diana.

Lo strumento allietava la lunga permanenza invernale nelle calde stalle, suonando la “pastorella” (canto natalizio), valzer, polche, mazurche e anche il “bal dol mort”, con due danzatori che simulavano morte e risurrezione.

Qui sotto, il link dove poter vedere un suonatore di baghèt all’opera, proprio sul sagrato del Santuario della SS. Trinità.

Buon ascolto!

Note

Le fotografie dell’articolo sono state scaricate dal web. Resto a disposizione qualora l’autore delle immagini desiderasse la citazione o eventualmente la rimozione.

Cristiana Vezzoli
La passione e la curiosità sulla storia locale mi ha accompagnata sino al diploma come perito turistico e in seguito alla laurea in Lettere Moderne con indirizzo storico artistico. Ho ottenuto il patentino di guida nel 1993, anche in lingua tedesca; e da allora lavoro con molta passione, cercando sempre di approfondire le mie conoscenze su Bergamo e di rendere allegro e sereno il vostro soggiorno nella mia città. Ho frequentato il corso per operatrice didattica del locale museo archeologico, amo lavorare con le scuole e scorrazzare con i piccoli gruppi su e giù per la nostra incantevole città.

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